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Quanto costa registrare un marchio comunitario

Registrare il marchio protegge dalle imitazioni e da altre forme di contraffazione o violazione. É il miglior modo per comunicare all’esterno la propria identità aziendale, per confermare graficamente cosa sta dietro il prodotto, il servizio o il brand stesso. Ma come scegliere la tipologia di registrazione adatta? Quanto costa?

Sulla scia dei mutati sviluppi si sente parlare sempre più di Patent Box europeo ma non sta proprio andando in maniera spedita come si pensavo. Vuoi per il difficile compito che spetta alle istituzioni comunitarie sull’armonizzazione degli orientamenti nazionali, vuoi per la posizione che “un sistema unificato” potrebbe ledere interessi puramente nazionali, o in maniera più spicciola, diminuire gli introiti relativi alle entrate negli uffici dell’UIBM.

Operare in uno dei Paesi membri significa avere accesso a qualcosa come 500 milioni di consumatori, un marchio comunitario (mc) conferisce protezione al titolare in tutta l’Europa.

Significa, come per il machio nazionanale

    • Tutelare il valore della marca
    • Andare a costituire un nuovo bene
    • Difendere dai marchi della concorrenza
    • Impedire contraffazione e frodi
    • Nello specifico il MC significa anche


Avviare un’unica procedura di registrazione con un’unica domanda in un’unica lingua procedurale con un unico centro amministrativo un unico fascicolo da gestire e una sola tassa da pagare.

L’ufficio competente è l’UAMI, l’ufficio per l’armonizzazione del mercato interno, con sede ad Alicante (In spagna). Una volta depositata la domanda e convalidata dopo gli opportuni controlli, il marchio avrà valenza in tutte e 28 i Paesi, attuali e futuri, conferendo al titolare il diritto esclusivo su di esso. sarà valido per 10 anni e rinnovabile indefinitamente.

I requisiti per la registrazione sono un po’ quelli previsti dai regolamenti nazionali e sono disciplinati dal Regolamento CE n.207 del 2009, art.7.

Ma passiamo ai costi. la procedura di deposito è stata resa semplice e accessibile anche grazie all’estrema navigabilità del sito ufficiale dell’UAMI. In esso sono elencati tutti i costi possibili, ma alcuni aspetti non sono né elencati né propriamente facili da individuare. Proveremo a dare uno spunto in più per una più onnicomprensiva analisi di spesa che un imprenditore potrebbe esser chiamato a prevedere.

COSTI FISSI

Considerando che il marchio, una volta registrato avrà valenza per in ogni Paese membro non pare essere molto oneroso.

900 euro per il deposito elettronico, il cosiddetto e-filing
1050 euro per quello cartaceo
In entrambi i casi, se si vuole depositare il marchio in più di tre classi, sarà necessario aggiungere 150 euro per ogni classe di prodotti o servizi
1800 per il deposito di marchio collettivo.
Il marchio collettivo serve per garantire l’origine, la natura o la qualità di un prodotto o di un servizio. Di norma è indirizzato a quei soggetti chiamati a operare in qualità di garanti del prodotto e che conferiscono a soggetti (imprenditori e commercianti) l’uso di quei marchi stessi perché rientranti in determinati requisiti. Come ad esempio quelle certificazioni di prodotto come VERA PELLE et similia.

Il web e la progressiva specializzazione individuale hanno consentito anche ai “non addetti ai lavori” di intraprendere la strada del “fai da te” per commissioni come questa, ma la registrazione del proprio marchio di azienda comporta delle analisi e delle considerazioni da non escludere.

La registrazione è valida per 10 anni, è bene pensare prima a quali classi beni aprirsi, a quali fette di mercato e quantificare in classi richiedere il deposito. Questo perché una volta pubblicata la domanda non può essere modificata.
Nulla può essere lasciato al caso, perchè ogni domanda deve contenere, oltre ai requisiti stessi, indicazioni che permettano di identificare il richiedente;
l’elenco dei prodotti o dei servizi per i quali si richiede la registrazione. Ogni descrizione deve essere puntuale e precisa, un po’ lungimirante perché in 10 anni di business di può avviare una strategia più ampia ma senza strafare (le classi costano!)
Le descrizioni del prodotto , di cui sopra, non possono essere approssimative né lasciate all’improvvisazione perché ogni parte della domanda è sottoposta al controllo degli esperti dell’UAMI. Dopo la fase di presentazione della domanda, on-line o cartacea, si apre infatti il periodo di esame, solo se questi non sollevano obiezioni l’iter si reputerà concluso. La domanda può essere rigettata, in tutto o in parte, si può anche esser costretti a rivedere alcuni passaggi alla luce dei pareri della commissione ed è opportuno farlo secondo indicazioni ed “etichette” specifiche.
Una volta consegnati questi pareri al richiedente, non finisce qui, si apre il periodo di opposizione (per diritto anteriore o impedimento assoluto) da parte di un terzo che pensa di esser leso dalla vostra registrazione e per rispondere adeguatamente a queste situazioni non è il caso di farsi trovare impreparati.
C’è poi la situazione in cui se la domanda viene rigettata il richiedente può presentare ricorso all’ente.
Per queste ragioni e per minuzie come il controllo di anteriorità del marchio è sempre bene affidarsi a professionisti del settore. Ad esperti in materia di diritti di proprietà intellettuale.

COSTI VARIABILI

Sono infatti dei costi che dipendono dagli onorari dei professionisti o degli studi ai quali si decide di affidarsi ma con la certezza che ogni passaggio non lascerà niente indietro di significativo e che l’esito, a scanso di motivazioni altre, sarà di certo positivo.

E SE PROPRIO VOGLIAMO DIRLA TUTTA

Dietro l’idea e la realizzazione del marchio, rappresentativo della tua azienda ci sta dietro un mondo che non può non essere annoverata tra le voci di costo.

Info Autore:
PierPaolo Voci
Scheda autore su CS
(Originale)

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