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Perché avviare una campagna di equity crowdfunding?

Vediamo le motivazioni che portano a scegliere di avviare una campagna di equity crowdfunding, per ampliare le possibilità di accesso al credito della propria azienda e sviluppare i propri porgetti aziendali.

 

Perché finanziare la propria impresa con una campagna di equity crowdfunding?

Settimana scorsa abbiamo visto alcune tra le novità introdotte dal nuovo regolamento CONSOB sull’equity crowdfunding. Oggi invece vediamo le motivazioni che portano a scegliere di avviare una campagna di equity crowdfunding, per ampliare le possibilità di accesso al credito della propria azienda e sviluppare i propri porgetti aziendali.

Tra i vantaggi per il proponente si possono includere la possibilità di ottenere capitali attraverso sistemi alternativi a quello bancario e la possibilità di ottenere un riscontro alla fattibilità della propria iniziativa in tempi brevi.

Gli investitori, al contempo, sono attratti dalla possibilità di partecipare alla distribuzione dei dividendi e/o del capital gain in caso di vendita della società o della partecipazione a terzi. Inoltre, anche se con riferimento alle sole start-up e PMI innovative, le persone fisiche possono usufruire di una detrazione dall’IRPEF pari al 30% della somma investita, fino ad un investimento massimo di 1 milione di Euro annui. Gli investitori persone giuridiche potranno invece applicare una deduzione dall’imponibile IRES pari al 30% dell’investimento, con tetto massimo di investimento annuo pari a 1,8 milioni di Euro.

Gli svantaggi sono rappresentati di certo dall’incertezza sul tipo di risposta che il mercato può dare al progetto e, conseguentemente, il fallimento della campagna. Per quanto riguarda gli investitori, non può escludersi il rischio di mancata redditività degli importi investiti.

Lentamente (ma non così tanto, a ben vedere), quindi, il mercato si sta aprendo alle possibilità, ma soprattutto alla mentalità, offerte dalle nuove tecnologie e conseguentemente dalle nuove forme di comunicazione e scambio.

Avviare una campagna di crowdfunding significa quindi esporsi ed esporre le proprie idee di sviluppo all’esterno, e farle giudicare direttamente dai potenziali investitori, uscendo così dal rischio di un circuito di giudizio chiuso ed autoreferenziale. E se anche può sembrare un azzardo, il crowdfunding è in realtà uno strumento che, se ben utilizzato e sfruttato, può fungere da vetrina per gli investitori: infatti fornisce in breve, e anche in maniera molto visuale (perché una buona campagna crowdfunding richiede spesso anche una presentazione grafica accattivante), tutte le informazioni fondamentali dell’azienda proponente e delle nuove idee che la stessa vuole lanciare. E qualora la campagna vada a buon fine, la pubblicità al prodotto o al servizio è già intrinsecamente avviata.

In ultimo, ma non ultimo, una campagna di equity crowdfunding riuscita, ha una ricaduta virtuosa offrendo una credibilità maggiorata delle imprese sul mercato e un valore aggiunto agli occhi del sistema bancario, in vista di futuri investimenti e ampliamenti attraverso i canali di finanziamento più tradizionali.

Ovviamente, per prendere in considerazione una campagna efficace, bisogna affidarsi a portali di equity crowdfunding gestiti da soggetti autorizzati dalla Consob e iscritti in appositi registri gestiti dalla stessa Autorità. Tra i principali, per numero di campagne seguite e importi raccolti, si possono citare Crowdfundme, MamaCrowd e Starsup.

Se siete interessati ad approfondire l’equity crowdfunding e i nuovi strumenti di finanza alternativa per le vostre aziende, YOPAdvisors è a disposizione per affiancarvi nell’analisi delle vostre idee e richieste di finanziamento. Contattaci a: info@yopadvisors.com

Info Autore:
Enrichetta Berlati
Scheda autore su CS
(Originale)

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